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 antichi dipinti cerco.
 
 
Artemisia Gentileschi, Ester e Assuero, 1628-1635. Olio su tela, cm 208×273. Metropolitan Museum of Art, New York
 

 

Saranno circa novanta le opere che giungeranno nella capitale per tessere un ritratto di Artemisia Gentileschi, artista appassionata a cui il Museo di Roma a Palazzo Braschi renderà omaggio dal 30 novembre 2016 al 7 maggio 2017.

Firenze, Roma e Napoli, le tre città che che furono quinta della sua agitata esistenza, saranno il contrappunto di un percorso approfondito e avvalorato da un solido impianto scientifico teso ad esaminare gli scambi e le influenze che segnarono la ricerca e la vita dell'artista. 

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Raffigura una scena dal Vecchio Testamento:
Libro di Tobia, Capitolo 11, Versetto 18.
episodio nel quale Tobia incontra la nuora alle porte dalla città,
in questo caso accompagnato dall’Angelo Custode, scelta pittorica
molto diffusa in epoca barocca.

1mulier_peter_tempesta_paesaggio_firmato_In centro al dipinto, su di una roccia, la firma: “Cavalier P. Tempesta 1699 fecit”

2mulier_peter_tempesta_paesaggio_firmato_La provenienza è prestigiosa.
Famiglia Borromeo, ubicazione originaria: Isola Bella, Lago Maggiore.

Cornice originale in legno intagliato e dorato.
Doratura opaca originale di fine 600.
Tracce:

Peter Mulier giunse in Italia nel 1656, soggiornò a Roma dove conobbe
Cornelius De Waeil che arrivava a Roma dopo 40 anni di permanenza a Genova.
Fu influenzato dalla pittura di Gaspard Dughet, che a sua volta prende spunto
dal cognato Nicolas Poussein. A Roma Lavora per i Duchi di Bracciano,
il principe Colonna, il cardinale Gilberto Borromeo, Aloisio Omodei e per la famiglia Doria Pamphilj.
Ancora oggi sono conservati splendidi affreschi a Palazzo Colonna.
Già dal 1659 fu iscritto alla Gilda dei pittori Olandesi con il sopra nome di Tempesta,
che gli fu dato per i numerosi dipinti che raffiguravano il mare agitato con velieri in difficoltà.

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luca41Luca Giordano non è un pittore facile da inquadrare. Sembra un personaggio delle “Metamorfosi” d’Ovidio. Forse un trasformista all’italiana. E’ un artista che riesce a far convivere per un lungo periodo diverse maniere, prima d’essere lo straordinario anticipatore della stagione rococò e di trovare il modo d’essere essenzialmente se stesso e un punto di riferimento per la pittura europea. La sua personalità pittorica si compone di diverse maniere: da quella di Ribera – caratterizzata da un naturalismo che parla con i toni di terre povere, verdi vescica, marroni sacco, eccetera -, dalla pittura veneta di Tiziano e Veronese – che potremmo sintetizzare nella dominanza di una tavolozza oro-flava -, da quella dei neoveneti come Poussin e Pietro da Cortona – azzurri smaltati e rossi -, o da quella dei monumentali concerti di colori e di corpi di Rubens – policromie ascendenti -. Da cosa discende questa estrema versatilità?
E’ un tipico esponente della cultura del barocco, con un potenziamento di quelle che sono le peculiarità degli artisti del periodo. Egli assume stili diversi secondo il committe

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A LAMPEDUSA NASCE IL MUSEO DELLA FIDUCIA E DEL DIALOGO PER IL MEDITERRANEO

Caravaggio, Eros dormiente, 1608-1609, olio su tela. Firenze, Galleria degli Uffizi
 

LUDOVICA SANFELICE

25/05/2016

Agrigento - Gli scogli di Lampedusa sono una barriera naturale a difesa della cultura dell’accoglienza e dell’integrazione, un approdo per chi affida tutto al mare per disperazione. Non esiste nel Mare Nostrum un popolo più generoso o un porto più sicuro e non stupisce quindi che qui venga a nascere il Museo della Fiducia e del Dialogo per il Mediterraneo.

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My East is Your West, Shilpa Gupta
 

L.SANFELICE

25/07/2016

Giunge alla settima edizione - la terza sotto la direzione artistica di Massimo Torrigiani, presidente del Comitato Scientifico del PAC di Milano e direttore artistico del nascente polo per l’arte contemporanea di Bari - la rassegna annuale Capo d'Arteg e questa volta abbandona i consueti luoghi espositivi per avviare un percorso che negli anni porterà l’arte contemporanea negli spazi pubblici di Gagliano del Capo.

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Come fu dipinta la Gioconda. Perchè quel sorriso? Leonardo voleva dipingerla mentre rideva, ma gli fu impossibile

 

a gioconda copertina

I risultati della scansione della Gioconda di Leonardo, al di là della scoperta di alcune pennellate che delineano una sottoveste di mussola, indossata in quell’epoca dalle partorienti o dalle puerpere, appaiono interessanti soprattutto per la delineazione delle tecniche utilizzate dal maestro. In particolare risulta degna di considerazione l’individuazione, alla base degli strati di pittura, di un apprestamento sommario del ritratto basato sull’incisione del supporto. Una sorta di mappa della fisionomia con la quale l’artista aveva ripreso, nei suoi elementi lineari fondamentali, la verità della donna che aveva di fronte. Ecco pertanto come potrebbe essere avvenuto, interpretando i risultati dell’indagine svolta dal Cnrc – il Centro nazionale delle ricerche canadese – l’intervento pittorico di Leonardo.

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