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Lampadario Impero

14519451968334La storia dell’arredamento si sviluppa di pari passo con la storia  dell’uomo, come si può riscontrare dalla storia dell’arte o dei costumi di un popolo. E’ l’uomo a creare il suo ambiente, e l’arredamento ed il mobilio appartengono direttamente alla sua coscienza ed a quel patrimonio spirituale che si è venuto gradualmente a formare nel corso dei secoli.

Il lampadario preso in considerazione è di stile impero o neo-classico del XIX secolo. Questo è unico per gli elementi che lo compongono:  la struttura è costituita da quattro corone circolari con decori geometrici a bulino sulla fascia esterna; sono presenti più tipologie e misure di cristalli: le corone sono raccordate tra di loro da una tessitura di cristalli ovali, perline e matite; singolari sono gli innesti di foglie di felce realizzate con cristalli infilati su un’anima di ferro, oppure particolare è la seconda fascia con file di cristalli incrociati; in ultimo, anche la parte più superiore del lampadario è arricchita da decorazioni di cristallo, parte che solitamente rimane spoglia. 

© Mimmo Fabrizi
 

LUDOVICA SANFELICE

16/11/2015

L’Istituto Italiano di Cultura di Lisbona dedica un programma di dieci giorni alla città di Venezia.
Un calendario di eventi che spazieranno dalla fotografia, al cinema, alla musica, tra appuntamenti rivolti ad aduslti e bambini.

Leggi tutto: cultura italiana antica

Ogni tanto capitava che venissero restaurati, o addirittura fatte delle aggiunte a dei dipinti, a seconda delle preferenze del cliente. Anni fa’ ci è capitato che restaurando un dipinto, ovvero con puliture approfondite e indagini, scoprimmo la realtà di un’opera.

La restauratrice di quadri Isabella Danesini della nostra galleria Ghilli Antichità racconta: “mi capitò di restaurare una Madonna penitente seicentesca ed era particolare perchè io e il cliente nutrivamo dei sospetti su dei rifacimenti del quadro. Questa si presentava come una donna a mezzobusto, con una scollatura molto provocante, ma coperta da un velo e alla base della tela si trovavano dei fiori; con delle prove di pulitura i sospetti si mostrarono sempre più evidenti e così decidemmo di fare una ricerca scientifica tramite una riflettografia (un modo, attraverso dei raggi, per vedere se sotto al dipinto ci fossero altre raffigurazioni). Si verificò dall’indagine che il dipinto non era come appariva, ma sotto vi erano pure altri particolari: originariamente il velo non c’era, quindi la donna aveva i seni scoperti, e dietro i fiori si vedeva il disegno di una clessidra, indice del tempo che passa, e un teschio; così questi sono i simboli della Madonna penitente”.

 

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Palermo nel 2018 sarà Manifesta

Un collage di immagini di Palermo scelte per pubblicizzare Manifesta 12

Palermo. Nel 2018 Manifesta 12 si terrà a Palermo, nel cuore del Mediterraneo. Ad annunciarlo ieri a Palazzo delle Aquile in conferenza stampa Hedwig Fijen direttrice di Manifesta e il sindaco della città siciliana Leoluca Orlando. Mancano due anni e mezzo all’appuntamento italiano con la Biennale Europea d’Arte Contemporanea itinerante che per la seconda volta nella sua storia (è nata ad Amsterdam negli anni ’90

Leggi tutto: biennale arte

DAL 5 DICEMBRE 2015 AL 10 GENNAIO 2016

IL RITRATTO D'UOMO DI ANTONELLO DA MESSINA ESPOSTO A NAPOLI

Antonello da Messina, Ritratto d'uomo1476, olio su tavola, Torino, Museo Civico d’Arte Antica - Palazzo Madama.
 

L. SANFELICE

02/12/2015

Napoli - Il Ritratto Trivulzio (RItratto d’uomo) di Antonello da Messina sarà esposto a Napoli dal 5 dicembre al 10 gennaio 2016.
Le Gallerie d’Italia a Palazzo Zevallos Stigliano, sede museale di Intesa Sanpaolo, avranno l'onore di accogliere il capolavoro nell'ambito dell'iniziativa "L'Ospite illustre" che con un programma di eventi ricorrenti intende presentare al suo pubblico opere di grande pregio provenienti da collezioni prestigiose o da musei e chiese del territorio.

Il dipinto del 1476, che fa parte della collezione di Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica di Torino, sintetizza la volumetria tipica del Rinascimento Italiano con la rappresentazione frontale, il fondo scuro e una cura dei dettagli riferibili all'arte fiamminga con cui l'artista entrò in contatto proprio a Napoli nella bottega di Colantonio.

Al miracoloso equilibrio degli elementi nella composizione, si somma la personalissima capacità d'indagine psicologica di Antonello da Messina che conferisce allo sguardo del suo "Uomo" un lampo di sfida capace di instaurare con l'osservatore un dialogo silenzioso ma eloquente.


Per approfondimenti:
Guida d'arte di Napoli

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Ricomposto il Trittico di Antonello da M

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Ricomposto il Trittico di Antonello da Messina. Per 15 anni resterà agli Uffizi di Firenze

Il Trittico di Antonello da Messina ricomposto

Firenze. Il ricomposto Trittico di Antonello da Messina dal 3 novembre sarà esposto per 15 anni nella sala 22 degli Uffizi a Firenze. L’opera è stata per secoli divisa in due parti. L’immagine centrale della Madonna con Bambino e quella di san Giovanni Evangelista nel 1996 furono acquisite allo Stato (insieme con lo Stemma Martelli di Donatello) dall’allora ministro dei Beni culturali Antonio Paolucci per sedici miliardi di lire.

Leggi tutto: acquisto. Trittico sicilia

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