Top

logo9

Welcome to our blog

. FOTOGRAFIE. WHITE WOMEN / SLEEPLESS NIGHTS / BIG NUDES

© Helmut Newton Estate | Self-Portrait with Wife and Models, Vogue Studio, Paris 1981
 

Dal 07  2016 al 07 Agosto 2016

VENEZIA

LUOGO: Casa dei Tre Oci

CURATORI: Matthias Harder, Denis Curti

ENTI PROMOTORI:

  • Fondazione di Venezia

COSTO DEL BIGLIETTO: 12 € intero, 10 € ridotto studenti under 26 anni, over 65, titolari di apposite convenzioni, 8 € ridotto speciale gruppi superiori alle 15 persone, 24 € ridotto famiglia (2 adulti + 2 under 14), 5 € ridotto scuole. Gratuito bambini fino ai 6 anni, un accompagnatore per ogni gruppo, disabili e accompagnatore, due insegnanti accompagnatori per classe, giornalisti con tessera, guide turistiche

Leggi tutto: compro da te

Lampadario Impero

14519451968334La storia dell’arredamento si sviluppa di pari passo con la storia  dell’uomo, come si può riscontrare dalla storia dell’arte o dei costumi di un popolo. E’ l’uomo a creare il suo ambiente, e l’arredamento ed il mobilio appartengono direttamente alla sua coscienza ed a quel patrimonio spirituale che si è venuto gradualmente a formare nel corso dei secoli.

Il lampadario preso in considerazione è di stile impero o neo-classico del XIX secolo. Questo è unico per gli elementi che lo compongono:  la struttura è costituita da quattro corone circolari con decori geometrici a bulino sulla fascia esterna; sono presenti più tipologie e misure di cristalli: le corone sono raccordate tra di loro da una tessitura di cristalli ovali, perline e matite; singolari sono gli innesti di foglie di felce realizzate con cristalli infilati su un’anima di ferro, oppure particolare è la seconda fascia con file di cristalli incrociati; in ultimo, anche la parte più superiore del lampadario è arricchita da decorazioni di cristallo, parte che solitamente rimane spoglia. 

 

leonardo

La rappresentazione artistica del carattere e delle inclinazioni dell’anima erano considerate fondamentali dagli antichi Romani. Un personaggio, come accade nella statuaria, doveva immediatamente rivelare il proprio carattere al lospettatore. Ma per gli antichi era soprattutto una questione legata alle grandi definizioni della personalità: coraggioso, eroico, pavido, mite, perspicace, nobile, caritatevole ecc. Si trattava di inserire il ritratto – a noi restano, purtroppo, quasi totlmente ritratti scultorei, se escludiamo pochi volti autentici dipinti e  i dipinti da cavalletto, così intensi e vibratil,i della necropoli di Al Fayyum – in una cornice di definizione. Anche i macro sentimenti – la paura, l’orrore, la rabbia – dovevano apparire nei gruppi scultorei, come avvenne, perfettamente, nel modello greco del Laocoonte. La necessità, indicata da Leon Battista Alberti, era quella di avvertire i pittori di porsi, anche in questo campo, al livello degli antichi, delineando nei volti di personaggi mitici o degli uomini contemporanei, i moti dell’anima, secondo un concetto ripreso da Vitruvio. I moti non sono soltanto i tratti fondamentali di un carattere, ma le risposte espressive del corpo all’attività della psiche. Con la locuzione “moti dell’anima” Leonardo intendeva ciò che noi chiamiamo – con un sostantivo dotato di minor incisività – espressioni, cioè la trasposizione, sul soma, dei pensieri e dei sentimenti, nonchè delle inclinazioni psicologiche e caratteriali del soggetto (fisiognomica).

Leggi tutto: usato garantito mobili antichi

Ogni tanto capitava che venissero restaurati, o addirittura fatte delle aggiunte a dei dipinti, a seconda delle preferenze del cliente. Anni fa’ ci è capitato che restaurando un dipinto, ovvero con puliture approfondite e indagini, scoprimmo la realtà di un’opera.

La restauratrice di quadri Isabella Danesini della nostra galleria Ghilli Antichità racconta: “mi capitò di restaurare una Madonna penitente seicentesca ed era particolare perchè io e il cliente nutrivamo dei sospetti su dei rifacimenti del quadro. Questa si presentava come una donna a mezzobusto, con una scollatura molto provocante, ma coperta da un velo e alla base della tela si trovavano dei fiori; con delle prove di pulitura i sospetti si mostrarono sempre più evidenti e così decidemmo di fare una ricerca scientifica tramite una riflettografia (un modo, attraverso dei raggi, per vedere se sotto al dipinto ci fossero altre raffigurazioni). Si verificò dall’indagine che il dipinto non era come appariva, ma sotto vi erano pure altri particolari: originariamente il velo non c’era, quindi la donna aveva i seni scoperti, e dietro i fiori si vedeva il disegno di una clessidra, indice del tempo che passa, e un teschio; così questi sono i simboli della Madonna penitente”.

 


Il Castello Svevo di Augusta rischia il crollo. Sequestrato

Indagati il governatore della Sicilia Crocetta e il suo predecessore Lombardo

il Castello Svevo di Augusta

Augusta (Siracusa). Su intervento del procuratore della Repubblica di Siracusa Francesco Paolo Giordano è stato posto sotto sequestro il monumento simbolo di Augusta, il Castello Svevo, rappresentando un «grave rischio per l’incolumità» poiché in pericolo di crollare da un momento all’altro, finendo in mare (come già avvenuto nel 2013 per una porzione del rivellino spagnolo) a causa di mancati interventi di consolidamento strutturale.
Non un bene minore, ma una fortezza normanno-sveva del XIII secolo costruita per volere dell’imperatore Federico II di Svevia, una pagina importante della storia siciliana che rischia di essere cancellata per sempre dall’incuria e dal degrado.

Indagati per omissione di atti d’ufficio e danneggiamento del patrimonio archeologico, storico e artistico nazionale e omissione di lavori in edifici che minacciano rovina sono due governatori della Sicilia: Rosario Crocetta e il suo predecessore Raffaele Lombardo, poiché per la Procura l’inerzia sul Castello Svevo si è protratta nel tempo, nonostante gli appelli di associazioni e cittadini. Tra gli indagati anche i dirigenti regionali Gaetano Pennino, Rino Giglione, Sergio Gelardi e Gesualdo Campo.
La custodia del monumento è stata affidata alla soprintendente di Siracusa, Rosalba Panvini.
di Giusi Diana, edizione online, 18 febbraio 2016

DAL 5 DICEMBRE 2015 AL 10 GENNAIO 2016

IL RITRATTO D'UOMO DI ANTONELLO DA MESSINA ESPOSTO A NAPOLI

Antonello da Messina, Ritratto d'uomo1476, olio su tavola, Torino, Museo Civico d’Arte Antica - Palazzo Madama.
 

L. SANFELICE

02/12/2015

Napoli - Il Ritratto Trivulzio (RItratto d’uomo) di Antonello da Messina sarà esposto a Napoli dal 5 dicembre al 10 gennaio 2016.
Le Gallerie d’Italia a Palazzo Zevallos Stigliano, sede museale di Intesa Sanpaolo, avranno l'onore di accogliere il capolavoro nell'ambito dell'iniziativa "L'Ospite illustre" che con un programma di eventi ricorrenti intende presentare al suo pubblico opere di grande pregio provenienti da collezioni prestigiose o da musei e chiese del territorio.

Il dipinto del 1476, che fa parte della collezione di Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica di Torino, sintetizza la volumetria tipica del Rinascimento Italiano con la rappresentazione frontale, il fondo scuro e una cura dei dettagli riferibili all'arte fiamminga con cui l'artista entrò in contatto proprio a Napoli nella bottega di Colantonio.

Al miracoloso equilibrio degli elementi nella composizione, si somma la personalissima capacità d'indagine psicologica di Antonello da Messina che conferisce allo sguardo del suo "Uomo" un lampo di sfida capace di instaurare con l'osservatore un dialogo silenzioso ma eloquente.


Per approfondimenti:
Guida d'arte di Napoli
Subscribe our Newsletter