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Raffigura una scena dal Vecchio Testamento:
Libro di Tobia, Capitolo 11, Versetto 18.
episodio nel quale Tobia incontra la nuora alle porte dalla città,
in questo caso accompagnato dall’Angelo Custode, scelta pittorica
molto diffusa in epoca barocca.

1mulier_peter_tempesta_paesaggio_firmato_In centro al dipinto, su di una roccia, la firma: “Cavalier P. Tempesta 1699 fecit”

2mulier_peter_tempesta_paesaggio_firmato_La provenienza è prestigiosa.
Famiglia Borromeo, ubicazione originaria: Isola Bella, Lago Maggiore.

Cornice originale in legno intagliato e dorato.
Doratura opaca originale di fine 600.
Tracce:

Peter Mulier giunse in Italia nel 1656, soggiornò a Roma dove conobbe
Cornelius De Waeil che arrivava a Roma dopo 40 anni di permanenza a Genova.
Fu influenzato dalla pittura di Gaspard Dughet, che a sua volta prende spunto
dal cognato Nicolas Poussein. A Roma Lavora per i Duchi di Bracciano,
il principe Colonna, il cardinale Gilberto Borromeo, Aloisio Omodei e per la famiglia Doria Pamphilj.
Ancora oggi sono conservati splendidi affreschi a Palazzo Colonna.
Già dal 1659 fu iscritto alla Gilda dei pittori Olandesi con il sopra nome di Tempesta,
che gli fu dato per i numerosi dipinti che raffiguravano il mare agitato con velieri in difficoltà.

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. FOTOGRAFIE. WHITE WOMEN / SLEEPLESS NIGHTS / BIG NUDES

© Helmut Newton Estate | Self-Portrait with Wife and Models, Vogue Studio, Paris 1981
 

Dal 07  2016 al 07 Agosto 2016

VENEZIA

LUOGO: Casa dei Tre Oci

CURATORI: Matthias Harder, Denis Curti

ENTI PROMOTORI:

  • Fondazione di Venezia

COSTO DEL BIGLIETTO: 12 € intero, 10 € ridotto studenti under 26 anni, over 65, titolari di apposite convenzioni, 8 € ridotto speciale gruppi superiori alle 15 persone, 24 € ridotto famiglia (2 adulti + 2 under 14), 5 € ridotto scuole. Gratuito bambini fino ai 6 anni, un accompagnatore per ogni gruppo, disabili e accompagnatore, due insegnanti accompagnatori per classe, giornalisti con tessera, guide turistiche

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A LAMPEDUSA NASCE IL MUSEO DELLA FIDUCIA E DEL DIALOGO PER IL MEDITERRANEO

Caravaggio, Eros dormiente, 1608-1609, olio su tela. Firenze, Galleria degli Uffizi
 

LUDOVICA SANFELICE

25/05/2016

Agrigento - Gli scogli di Lampedusa sono una barriera naturale a difesa della cultura dell’accoglienza e dell’integrazione, un approdo per chi affida tutto al mare per disperazione. Non esiste nel Mare Nostrum un popolo più generoso o un porto più sicuro e non stupisce quindi che qui venga a nascere il Museo della Fiducia e del Dialogo per il Mediterraneo.

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leonardo

La rappresentazione artistica del carattere e delle inclinazioni dell’anima erano considerate fondamentali dagli antichi Romani. Un personaggio, come accade nella statuaria, doveva immediatamente rivelare il proprio carattere al lospettatore. Ma per gli antichi era soprattutto una questione legata alle grandi definizioni della personalità: coraggioso, eroico, pavido, mite, perspicace, nobile, caritatevole ecc. Si trattava di inserire il ritratto – a noi restano, purtroppo, quasi totlmente ritratti scultorei, se escludiamo pochi volti autentici dipinti e  i dipinti da cavalletto, così intensi e vibratil,i della necropoli di Al Fayyum – in una cornice di definizione. Anche i macro sentimenti – la paura, l’orrore, la rabbia – dovevano apparire nei gruppi scultorei, come avvenne, perfettamente, nel modello greco del Laocoonte. La necessità, indicata da Leon Battista Alberti, era quella di avvertire i pittori di porsi, anche in questo campo, al livello degli antichi, delineando nei volti di personaggi mitici o degli uomini contemporanei, i moti dell’anima, secondo un concetto ripreso da Vitruvio. I moti non sono soltanto i tratti fondamentali di un carattere, ma le risposte espressive del corpo all’attività della psiche. Con la locuzione “moti dell’anima” Leonardo intendeva ciò che noi chiamiamo – con un sostantivo dotato di minor incisività – espressioni, cioè la trasposizione, sul soma, dei pensieri e dei sentimenti, nonchè delle inclinazioni psicologiche e caratteriali del soggetto (fisiognomica).

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Come fu dipinta la Gioconda. Perchè quel sorriso? Leonardo voleva dipingerla mentre rideva, ma gli fu impossibile

 

a gioconda copertina

I risultati della scansione della Gioconda di Leonardo, al di là della scoperta di alcune pennellate che delineano una sottoveste di mussola, indossata in quell’epoca dalle partorienti o dalle puerpere, appaiono interessanti soprattutto per la delineazione delle tecniche utilizzate dal maestro. In particolare risulta degna di considerazione l’individuazione, alla base degli strati di pittura, di un apprestamento sommario del ritratto basato sull’incisione del supporto. Una sorta di mappa della fisionomia con la quale l’artista aveva ripreso, nei suoi elementi lineari fondamentali, la verità della donna che aveva di fronte. Ecco pertanto come potrebbe essere avvenuto, interpretando i risultati dell’indagine svolta dal Cnrc – il Centro nazionale delle ricerche canadese – l’intervento pittorico di Leonardo.

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Il Castello Svevo di Augusta rischia il crollo. Sequestrato

Indagati il governatore della Sicilia Crocetta e il suo predecessore Lombardo

il Castello Svevo di Augusta

Augusta (Siracusa). Su intervento del procuratore della Repubblica di Siracusa Francesco Paolo Giordano è stato posto sotto sequestro il monumento simbolo di Augusta, il Castello Svevo, rappresentando un «grave rischio per l’incolumità» poiché in pericolo di crollare da un momento all’altro, finendo in mare (come già avvenuto nel 2013 per una porzione del rivellino spagnolo) a causa di mancati interventi di consolidamento strutturale.
Non un bene minore, ma una fortezza normanno-sveva del XIII secolo costruita per volere dell’imperatore Federico II di Svevia, una pagina importante della storia siciliana che rischia di essere cancellata per sempre dall’incuria e dal degrado.

Indagati per omissione di atti d’ufficio e danneggiamento del patrimonio archeologico, storico e artistico nazionale e omissione di lavori in edifici che minacciano rovina sono due governatori della Sicilia: Rosario Crocetta e il suo predecessore Raffaele Lombardo, poiché per la Procura l’inerzia sul Castello Svevo si è protratta nel tempo, nonostante gli appelli di associazioni e cittadini. Tra gli indagati anche i dirigenti regionali Gaetano Pennino, Rino Giglione, Sergio Gelardi e Gesualdo Campo.
La custodia del monumento è stata affidata alla soprintendente di Siracusa, Rosalba Panvini.
di Giusi Diana, edizione online, 18 febbraio 2016
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